Il Brasile di Lula
Le ricette contro la povertà di Luiz Inácio da Silva, detto Lula, sono mirate ad azzerare la fame e migliorare il livello di alfabetizzazione. Per questo è stato inaugurato il progetto "Fome Zero". Si tratta di un programma strategico per combattere la fame e le sue cause strutturali, che generano esclusione sociale, allo scopo di garantire la sicurezza alimentare del popolo brasiliano attraverso un insieme di politiche strutturali, specifiche e locali. Fome Zero non è un programma assistenzialista, ma di inclusione sociale, che vuole accompagnare le famiglie beneficiarie in un percorso dall’esclusione all’inclusione, dalla povertà alla generazione di reddito, dalla dipendenza alla cittadinanza.
Subito dopo l'insediamento del presidente, i ministri del Partito dei Lavoratori (Pt) hanno fissato le priorità di governo, rimandando commesse militari ed edilizie per dirottare i fondi sull'emergenza alimentare. La riforma del codice civile ha riconosciuto la proprietà della casa agli abitanti delle favelas e quella degli appezzamenti dove lavorano i contadini senza terra. Per far fronte alla drammatica situazione economica, Lula ha creato una commissione di industriali e imprenditori brasiliani, che ha raggiunto il primo obiettivo di abbassare l'inflazione.
La situazione del Paese è comunque critica: un rapporto di Amnesty International paragona i livelli di violenza a quelli delle zone di guerra. Il governo brasiliano finora è stato molto attivo anche sul piano internazionale, proponendo la creazione di un fondo mondiale per combattere l'emergenza alimentare, incontrando rappresentanti del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), e della Banca Mondiale, il presidente statunitense George Bush e tutti i leader europei, e partecipando agli appuntamenti del movimento no global. Lula inoltre ha dato grande impulso allo sviluppo delle relazioni tra i Paesi sudamericani, instaurando ottime relazioni con quasi tutti i leader continentali e sostenendo il progetto Mercosur, un mercato comune latinoamericano non subordinato agli interessi commerciali statunitensi (contrariamente al progetto Alca sostenuto da Washington).
Da Peace Reporter