Carlo Urbani: in memoria di un Eroe
Carlo Urbani moriva 3 anni fa a Bangkok, dopo aver essersi dedicato con coraggio alla cura e alle ricerche sulla Sars, la terribile malattia respiratoria che minaccia il mondo intero. Carlo Urbani è stato un medico che ha dedicato tutta la sua vita alla cura delle popolazioni più deboli e a rischio.
Da una sua intervista al quotidiano Avvenire: "Io mi occupo come consulente dell'OMS delle malattie parassitarie. In tutti i consessi internazionali si ripete che la causa è solo una: la povertà. In Africa ci sono arrivato fresco di studi. E sono stato 'deluso' dallo scoprire che la gente non moriva di malattie stranissime: moriva di diarrea, di crisi respiratorie. La diarrea è ancora una delle cinque principali cause di morte al mondo. E non si cura con farmaci introvabili. Una delle ultime sfide che Msf ha accolto è la partecipazione alla campagna globale per l'accesso ai farmaci essenziali. Ed è lì che abbiamo destinato i fondi del Nobel.".
Grazie Carlo, grazie di cuore.
Approvati sei nuovi test senza uso di animali
Sono stati approvati dal CECMA, il Comitato Scientifico consultivo del Centro europeo, sei nuovi metodi sperimentali che consentiranno di ridurre il ricorso alla sperimentazione animale per alcuni farmaci e sostanze chimiche. Saranno infatti delle colture cellulari il banco di prova per verificare l’efficacia di alcuni farmaci antitumorali e l’eventuale presenza di alcuni batteri nei prodotti testati.
Sono 10.512.000 in Europa (2.628.000 solo in Inghilterra), 31.536.000 negli Stati Uniti, 15.768.000 in Giappone gli animali uccisi ogni anno per esperimenti scientifici, per altro spesso inutili. Alcuni esempi: la Cyclosporina, farmaco che riduce le possibilità di rigetto dopo un trapianto, è altamente pericolosa per i reni, il fegato e il sistema nervoso. Queste controindicazioni non sono presenti per i cani o i gatti. Il Tamoxifene aiuta la prevenzione di tumori al seno nelle donne, ma provoca tumori al fegato nei topi. L'aspirina che milioni di persone usano non è pericolosa per gli uomini, nonostante causi difetti nelle nascite in tutte le specie testate: topi, cani, gatti e scimmie.
Triste anniversario
19 marzo 2006. Sono trascorsi 3 anni di guerra devastante e demenziale. Ad oggi si contano:
- 37.754 iracheni uccisi
- 2.311 soldati americani morti
- 206 altre vittime
Risultato: un paese devastato, sull'orlo della guerra civile, con un governo "eletto " incapace di costruire un dialogo tra le parti. Grazie signori Bush, Blair e tutti gli altri servi della gleba.
Una lezione di vita
ieri sera ero con un gruppo di amici. Ho conosciuto un fotografo cubano di 70 anni. Ha visto e fotografo Ernesto Che Guevara e Fidel nei gloriosi anni '60. Pieno di energie, vitale, con il suo inseparabile sigaro in bocca.
Un'unica domanda: che uomo era Ernesto. " Grande lavoratore, uomo onesto, integerrimo. Mi ha insegnato molto", la sua risposta. Avrei voluto abbracciarlo.
Poi, è passato di lì un venditore di rose, il solito disperato scappato dall'India. Tutti hanno risposto no al suo invito a comprare una rosa. Il fotografo cubano, ha comprato 3 rose e le ha regalate alle donne presenti.
Mi ha insegnato molto.
La vita negata delle donne del terzo mondo
Lapidate, mutilate, sfigurate, sepolte sotto il burka: in Africa e Asia, nel migliore dei casi, alle donne viene letteralmente impedito di esistere.
Diritti, matrimonio e maternita' condivisi, sono termini sconosciuti per la quasi totalita' delle africane e asiatiche. E il lavoro significa esclusivamente schiavitu' e sfruttamento.
Donne in lotta per la pace e per la democrazia. In Sierra Leone, dove la guerra civile terminata nel 2002 ha causato la morte di 200 mila persone,la mobilitazione femminile e' stata determinante nel processo di pacificazione nazionale.
Da una delle trasmissioni migliori di Radio Rai, Pianeta dimenticato
Ecuador: governo ordina uso della forza per frenare proteste indigene
Stretto nella morsa delle proteste dei settori sociali che minacciano la sua già fragile stabilità, il governo di Quito ha deciso “l’uso della forza per contenere la violenza e preservare l’ordine e la pace sociale”: lo ha detto il ministro della Difesa, Oswaldo Jarrín, precisando che le misure di sicurezza saranno rafforzate soprattutto nelle 10 delle 22 province del paese paralizzate da manifestazioni e blocchi stradali. L’annuncio del ministro è stato seguito dall’atteso discorso del presidente Alfredo Palacio alla nazione. “È ripresa la criminale demolizione delle nostre istituzioni fondamentali” ha esordito il capo dello Stato ‘ad interim’, subentrato appena 11 mesi fa a Lucio Gutiérrez, destituito dopo massicce proteste di piazza. Palacio ha ribadito la volontà di firmare il Trattato di libero commercio (Tlc) con gli Usa – uno dei principali ‘nodi della discordia’ osteggiato dai movimenti indigeni – accusando i suoi oppositori “di promuovere un conflitto interno senza soluzione che frammenta gravemente la nostra nazione”. Il presidente ha liquidato il malcontento scatenato dal Tlc e dalla permanenza nel paese dell'impresa petrolifera statunitense ‘Oxy’ come “meri pretesti politici” per “fomentare il caos”. Anche il presidente del Parlamento Wilfrido Lucero, che nei mesi scorsi ha ingaggiato un duro braccio di ferro con l’esecutivo contro la volontà di Palacio di promuovere riforme costituzionali prima delle elezioni del prossimo autunno, ha ammesso che “il paese è in una situazione molto critica, si avvia verso l’anarchia e probabilmente verso la dissoluzione”.
Dalla Confederazione delle nazionalità indigene (Conaie), protagonista negli ultimi anni delle mobilitazioni più radicali contro la politica economica ed estera del governo, è giunta la conferma che “le manifestazioni continueranno fino a quando non verranno interrotti i negoziati sul Tlc”. Luis Macas, presidente della Conaie, ha ribadito che “il movimento non intende chiudere il dialogo” asserendo tuttavia che “è Palacio a non volere discutere con la popolazione e se si manterrà su questa posizione può anche tornarsene a casa”.
I frutti dell'albero
L'onorevole Bondi, qualche settimana fa, ha inviato a tutte le parrocchie un opuscolo propagandistico di Forza Italia dal titolo I frutti dell'albero. Molti preti hanno respinto al mittente l'opuscolo e scritto vivaci lettere di protesta. Di seguito la lettera inviata da don Aldo Antonelli al "signor" Bondi restituendogli il suo opuscoletto. Vale veramente la pena di leggerla.
"Signor Bondi,
sono abituato a dare alle parole il loro peso per cui a chiamarla “onorevole” dovrei coartare la mia coscienza.
Ho ricevuto l’inverecondo opuscolo che lei, immagino, ha inviato a tutte le parrocchie d’Italia. Glielo restituisco senza nemmeno sfogliarlo e le ricordo che le parrocchie non sono discariche di rifiuti né postriboli nei quali si possa fare opera di meretricio.
Abbiamo una nostra dignità, noi sacerdoti, e non siamo usi a svendere per un piatto di fagioli il nostro patrimonio religioso, culturale, sociale ed umanistico che voi in cinque anni di malgoverno avete dilapidato.
Avete fatto razzia di tutto. Avete dissestato la finanza pubblica, avete ridotto alla fame gli enti locali da una parte e foraggiato, dall’altra, gli enti ecclesiastici cercando di comprarvi il nostro silenzio se non addirittura la nostra compiacenza.
Avete popolato il parlamento di manigoldi, ladri e truffatori. Di 23 parlamentari condannati in via definitiva più della metà (13 per la precisione) fanno parte del suo gruppo. Avete fornicato con il razzismo della Lega e con il fascismo di Rauti. Con voi i ricchi sono diventati più ricchi ed i poveri più poveri. Il vostro "capo" in cinque anni ha quadruplicato il suo patrimonio, mentre le aziende del paese andavano in crisi. Solo l’elettromeccanica, nell’ultimo quadrimestre del 2005, ha perso il 7,1% del suo fatturato.
I nostri pensionati, da qualche anno in qua, non solo non riescono più ad accantonare un soldo, ma hanno incominciato a rosicchiare i loro risicati risparmi.
Avete speso energie e sedute-fiume in parlamento per difendere a denti stretti le “vostre” libertà mentre il paese rotolava al 41° posto quanto a libertà di stampa e pluralismo di informazione, dopo l’Angola.
Avete mercificato i lavoratori e ipostatizzato le merci. Si tenga pure, signor Bondi, la sua presunzione di coerenza con la dottrina sociale della Chiesa. Noi preti vogliamo tenerci cara la libertà di lotta e di contestazione contro la deriva liberista e populista della vostra coalizione."
Grazie don Aldo.
Un prezioso capitale umano al servizio dell'umanità
"Cuba possiede un prezioso capitale umano disposto a servire il mondo ed è questa la nostra principale ricchezza; non abbiamo niente da esibire che non sia questa fortuna e la nostra volontà e desiderio di cooperare con i più necessitati".
Fidel Castro Ruz in chiusura del IX Seminario Internazionale dell’Assistenza Sanitaria.
Cuba dispone di più di 70.000 medici, 60.000 dei quali specialisti. Di questi, 25.000 compiono missioni umanitarie nel mondo.
Don Chisciotte
Cap. XII libro 2.
…bisogna pur che qualcosa mi si attacchi del senno di Signoria Vostra. Perché le terre che son di suo sterili e aride, concimandole e coltivandole, arrivano a dar buoni frutti. Voglio dire che la conversazione con lei è stato il concime caduto sopra la sterile terra del mio arido ingegno, e il tempo passato a servirla e frequentarla n’è stato la coltivazione; e quindi spero di produrre anch’io frutti in abbondanza, che non tralignino né escano dai sentieri della buona creanza che la Signoria Vostra ha scavato nel mio inaridito intelletto.
…se canta, dal filo delle sue parole arriveremo al gomitolo dei suoi pensieri, poiché la lingua parla per l’abbondanza del cuore.
Cap. XVIII libro 2.
…e ritornando poi a più alti doveri, diremo che deve serbar fede a Dio e alla sua dama, dev’esser casto nei suoi pensieri, riguardoso nelle parole, generoso nelle opere, valoroso nelle imprese, paziente in ogni travaglio, caritatevole coi bisognosi, e finalmente pronto a sostenere in ogni momento la verità anche a costo della vita. Di tutte queste virtù grandi e piccole deve esser dotato un buon cavaliere errante…
Esiste una pazzia che lega l'uomo alla fede in cui crede. Esiste una forza della fede che porta l'uomo alla follia.
In difesa delle foche
Secondo la Lav sono un milione e mezzo le foche uccise negli ultime tre anni per importarne e commercializzarne le pelli. Il Canada è uno dei paesi dove tale pratica ha preso più piede: qui è autorizzata l’uccisione di foche di appena 12 giorni di vita. L'Italia adotterà misure restrittive non solo per l'importazione dei mantelli dei cuccioli, un divieto già previsto da una direttiva Ue, ma anche per quelli di foca adulta. Inoltre si pensa di adottare una sorta di “etichetta anti barbarie” per rendere i cittadini più consapevoli di fronte a determinate tematiche. L’iniziativa produrrà i primi effetti sulle importazioni di pelli da Canada, Norvegia e Russia riducendo in maniera sensibile un giro di affari che fino a 10 anni fa era in Italia di 10 miliardi di lire all’anno.
Il deserto dei Tartari
Il tempo intanto correva, il suo battito silenzioso scandisce sempre più precipitoso la vita, non ci si può fermare neanche un attimo, neppure per un' occhiata indietro.
"Ferma, ferma!" si vorrebbe gridare, ma si capisce ch'è inutile. Tutto quanto fugge via, gli uomini le stagioni, le nubi; e non serve aggrapparsi alle pietre, resistere in cima a qualche scoglio, le dita stanche si aprono, le braccia si afflosciano inerti, si è trascinati ancora nel fiume, che pare lento ma non si ferma mai.
Per non rimane ancorati ai propri fantasmi, per il coraggio di correre nel buio, per la gioia dello scoprire nuovi cieli e nuovi mari, è per questo che il Deserto va letto. E per capire e non rinunciare alla vita e per il piacere di scegliere di non fermarsi mai.
E vai con un altro giro di giostra
La Rice attacca: "L'Iran è la sfida numero 1 agli USA"
Ancora una volta l'ONU è pronta a legittimare un attacco armato degli USA verso altri paesi. O quantomeno a non fermare con decisione ogni velleità guerrafondaia nordamericana. Finito di devastare l'Iraq, il dubbio era: Siria, Iran o Cuba ?
Almeno per altri 3 o 4 anni lasceranno in pace il paese di Antonio Maceo e Josè Martì. Missili e antelle TV orientati su Iran. Si dia inizio ai giochi.
Grande Eco
Eco: "Al popolo della sinistra dico la nave sta affondando, votate".
"Italiani sempre più poveri, Berlusconi è più ricco".
Allora, per favore, ci sceneggi il panorama "drammatico" che si profila in caso di vittoria berlusconiana, con Previti, i reduci di Salò, Calderoli, Mediaset, Mediolanum, Generali, le banche...
"Conferma delle leggi ad personam, peggioramento di altre leggi, attacco finale alla magistratura, sfracello definitivo di Montesquieu e della divisione dei poteri. Ulteriore arricchimento personale. Negli ultimi cinque anni gli italiani si sono impoveriti e non arricchiti. Il presidente del Consiglio si è arricchito in modo esponenziale, un caso unico al mondo per dimensioni. In una parola, declino inarrestabile del paese, un declino da cui sarebbe impossibile risollevarsi".
Una gran voglia d'Italia
Nel novembre del 2002 nasce l'associazione Libertà e Giustizia. Io l'ho scoperta in questi giorni, dopo l'articolo di Umberto eco su Repubblica. Ho navigato il loro sito e letto il manifesto dell'associazione. Davvero interessante. Sento tanti amici delusi e disorientati dalla politica "vuoto a perdere", senza anima e de-culturalizzata. Il programma delle conferenze è esplicativo sull'attività che persone come Umberto Eco, Enzo Biagi, Cluadio Magris stanno portando avanti. Non promuovo alcuna sottoscrizione all'associazione. Promuovo con entusiasmo coloro che ci invitano alla riflessione e all'uso della nostra coscienza nella piena consapevolezza dei limiti umani.
Ecco il manifesto di Libertà e Giustizia
Libertà e Giustizia è nata dalla proposta di un gruppo di persone che si è costituito come comitato dei garanti. I loro nomi sono: Gae Aulenti, Giovanni Bachelet, Enzo Biagi, Umberto Eco, Alessandro Galante Garrone, Claudio Magris, Guido Rossi, Giovanni Sartori, Umberto Veronesi.
Il cammino di Libertà e Giustizia lo costruiranno i suoi aderenti e sono pertanto aperte le adesioni di tutti i cittadini che vorranno trovare in questa libera associazione lo strumento per mettersi al servizio degli altri e del proprio Paese.
Oggi tanti nostri concittadini non sono soddisfatti dello stato del Paese ma non trovano gli strumenti culturali per unirsi e cambiarlo, per contare insieme, per far valere il loro impegno civile.
Perché il dibattito politico assomiglia spesso a una rissa o a uno spettacolo. Gli spazi di un confronto serio e moderno sono limitati e ristretti, gli ideologismi pesano ancora.
Libertà e Giustizia sarà il luogo per discutere serenamente, per creare occasioni di approfondimento e di documentazione sui fatti fondamentali che stanno mettendo in crisi la nostra democrazia.
Libertà e Giustizia non è un partito, non vuole diventarlo e non punta a sostituire i partiti, ma vuole dare un senso positivo all’insoddisfazione che cresce verso la politica, trasformandola in partecipazione e proposta.
Libertà e Giustizia vuole intervenire a spronare i partiti perché esercitino fino in fondo il loro ruolo di rappresentanti di valori, ideali e interessi legittimi. Vuole arricchire culturalmente la politica nazionale con le sue analisi e proposte.
Libertà e Giustizia vuole essere l’anello mancante fra i migliori fermenti della società e lo spazio ufficiale della politica.
la fonte del manifesto dell'associazione è il sito libertaegiustizia
Uno virgola due
“Ripercorrendo la storia della mia famiglia, mi sono resa conto che c’era una discesa della natalità che rispettava i dati dell’Istat. Nel 1900 la media era di 4,9 figli per famiglia: la mia bisnonna ne aveva avuti cinque, mia nonna quattro. Babyboom, tre bambini a coppia… e mia madre aveva tre figli. Così via fino ad arrivare a me che non ne ho. Da 0 a 5.” Uno virgola due è il numero medio di figli per famiglia in Italia da tre quattro anni a questa parte: la cifra più bassa del mondo nella natalità. L’Italia ha la normativa più avanzata in Europa per la tutela della madre lavoratrice, ma, proprio per aggirare le leggi, ha anche il mobbing più spietato, che va a sommarsi a una carenza di strutture d’appoggio per la maternità: “Conciliare maternità, famiglia e lavoro è una fatica enorme”.
Silvia Ferreri, regista del film Uno virgola due
L'appello di Umberto Eco. "Salviamo la Democrazia."
"Siamo di fronte a un appuntamento drammatico. Dal 2001 a oggi l'Italia è precipitata spaventosamente in basso quanto a rispetto delle leggi e della Costituzione, quanto a situazione economica e quanto a prestigio internazionale. Se dovessimo avere altri cinque anni di governo del Polo, rappresentati di fronte al mondo dai Calderoli e dalle ultime leve (appena arruolate in Forza Italia) dei più impenitenti tra i reduci di Salò, il declino del nostro Paese sarebbe inarrestabile e non potremmo forse più risollevarci. "
...E così Sia...
Ecco il testo integrale della lettera aperta scritta dal sacerdote di Genova don Paolo Farinella a papa Benedetto XVI. L'appello è stato sottoscritto da oltre cinquemila firme.
"Apprendiamo che a ridosso delle elezioni politiche italiane del 9 e 10 aprile 2006, Lei riceverà in visita ufficiale il presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi, nell' ambito di una visita del Partito Popolare Europeo (Ppe). Molti dicono che questo incontro sia stato pensato e programmato dallo stesso interessato che vuole questa visita come una sorta di "consacratio ad limina", a ridosso delle imminenti elezioni politiche e dopo mesi di estenuante campagna elettorale mediatica senza esclusioni di colpi. L'ospite che giunge in Vaticano, dopo essersi paragonato a Napoleone, il 12 febbraio 2006 ad Ancona in un infinito comizio ai suoi sostenitori ha superato il segno della normalità psicologica e della decenza morale, afferman-do testualmente: "Io, il Gesù della politica, una vittima paziente, mi sacrifico per tutti". Nelle precedenti politiche del 1993 ebbe a presentarsi come il "Messia", inviando i suoi sostenitori come "missionari e apostoli". Mai uomo politico intelligente o sprovveduto era mai arrivato a tanto...."
."..Dio non voglia che il Papa permetta con questa visita una commistione diabolica indebita e preservi la Sede di Pietro da ogni calcolo di interesse e da basse strategie di strumentalizzazione partitica e faziosa. E' una questione etica. E' un imperativo di decenza.".
Woman say not to war ! Appello delle Donne per la Pace.
Care amiche, raccogliete questo invito. A volte bisogna saper urlare. Fatelo schierandovi contro l'idiozia maschile che ha creato nei secoli discriminazioni di ogni genere, guerre sante, libri sacri da non profanare, pire di libri meravigliosi profanati. Un urlo contro la guerra, sempre e comunque !
In questo sito trovate l'iniziativa organizzata da un gruppo di donne statunitense per chiedere all'amministrazione Bush la sospensione della guerra in Iraq e in generale di tutte le guerre. http://www.womensaynotowar.org
No, le abbiamo finite !
La Liguria è una terra che amo. Ha dato i natali alla donna che amo, mi terrà compagnia negli anni più belli della mia vita. Ma non finisco mai di stupirmi delle "abitudini" al risparmio dei commercianti liguri:
- ore 17.00, sabato: 'giorno, vorrei della focaccia. Mi spiace è finita.
- ore 12,00, domenica: 'giorno, vorre il Secolo XIX. Mi spiace è finito.
- ore 13,00 domenica: 'giorno, prendo la bruschetta indicata sul menu. Mi spiace è finita
Ora, questo si verifica, nelle diverse variabili, tutti i weekend. La domanda è: ma vi costa così tanto sacrificio fare un po' di scorta in più ?
Brassin curt (sono certo che non si scrive così).
Diritto al Cuore
Emergency sta costruendo un ospedale cardiochirurgico in Sudan. Questo ospedale darà assistenza specialistica gratuita alle popolazioni di 10 paesi dell'Africa, un’area grande tre volte l’Europa, dove i bisogni sanitari sono drammatici e le risposte scarse e inadeguate.
Il Centro si chiamerà Salam. Un luogo dove sviluppare pratiche di pace attraverso il riconoscimento dell’uguale dignità e diritti di ciascun essere umano, la condivisione dei piu’ avanzati risultati della scienza medica e la possibilita’ di incontro e collaborazione tra pazienti e personale di diversi paesi e culture. Grazie Gino.