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venerdì, 30 giugno 2006

¿dónde está la felicidad?

Il 60 per cento dei nigeriani vive sotto la soglia di povertà. Eppure secondo la World values survey i nigeriani sono le persone più felici del pianeta.
Com'è possibile? L'inchiesta suggerisce che "il desiderio di possedere beni materiali soffoca la felicità". Sembra la stessa conclusione a cui arrivarono i buddisti molti secoli fa: "Il desiderio di possedere ricchezze terrene è fonte di molte sofferenze".

In generale, le popolazioni dell'America Latina sono le più felici, mentre in Russia, Armenia e Romania troviamo le persone meno felici del pianeta.
Sempre secondo questa ricerca, i fattori che conducono alla felicità sono:

1. Propensione genetica alla felicità
2. Matrimonio
3. Avere tanti amici
4. Desiderare meno
5. Fare del bene alle atre persone
6. Avere fede (non necessariamente religiosa)
7. Non fare confronti con gli altri
8. Guadagnare più soldi
9. Invecchiare con serenità
10. Non pretendere di essere un genio

Da rifletterci su.
postato da: baltasar alle ore 08:32 | link | commenti (5)
categorie: pensieri
lunedì, 26 giugno 2006

Jj1

Si chiamava così perché nato da Jurka e Joze. Ma io preferisco ricordarlo come l'Orso Bruno. Ho tifato per lui e ho sperato nel buon senso delle "autorità locali". Invece è arrivato l'ordine: ucciderlo ad ogni costo, per la sicurezza di tutti. Io sono convinto che non si sia fatto tutto il possibile per salvarlo, per catturalo vivo e ricondurlo verso montagne più tranquille. Per lui.

"Se in Trentino si dovessero abbattere tutti gli orsi che entrano nei pollai la popolazione sparirebbe rapidamente", ha detto Piero Genovesi dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica

Ora è rimasto suo fratello, Jj2. Speriamo che stia lontano dalle montagne del Tirolo e della Baviera. Crucchi di merda.

postato da: baltasar alle ore 10:38 | link | commenti (2)
categorie: lo sguardo negato

Povero Wim Wenders

A me il calcio piace. Mi piace l'odore del terreno di gioco (a volte erba, a volte terra), mi piace il rumore dei tacchetti nel percorso dagli spogliatoi al campo. Mi piace uscire dal campo con almeno un ginocchio insanguinato. A me piace giocare a calcio. Ma sempre meno quello in tv.

Ieri sera, ore 23.00, su un canale tra i più noti, una delle tante trasmissioni televisive sul dopo-partite. Nientre di più, niente di meno delle altre trasmissioni. Tranne il titolo: Il gol sopra Berlino.

E allora ho spento la tv. E ho ripreso a leggere Balzac.

postato da: baltasar alle ore 08:54 | link | commenti
categorie: senza parole
venerdì, 23 giugno 2006

I primi passi di Evo Morales per la Bolivia

I fondi provenienti dalla nazionalizzazione degli idrocarburi in Bolivia, verranno investiti per combattere fame, povertà e il problema dei senzatetto. E’ l’annuncio del Presidente della Bolivia Evo Morales, che intende destinare 5,5 miliardi di euro da oggi al 2010, per una maggiore offerta di servizi pubblici, garantire i pasti nelle mense scolastiche, e un maggiore accesso all'acqua potabile. "La Bolivia smantellerà le politiche neoliberali degli ultimi decenni, allo scopo di costruire uno stato sociale in cui si possa vivere bene", ha detto il ministro dello sviluppo Carlos Villegas. (fonte: Peacereporter)

postato da: baltasar alle ore 08:19 | link | commenti (3)
categorie: america latina, bolivia
giovedì, 22 giugno 2006

Lo scrivere non ha nulla a che spartire col significare

Sto conducendo una ricerca sul fenomeno relativamente recente dei siti dedicati al Social Networking. Alcuni esempi sono Myspace, Facebook, Friendster, Orkut. Il principio si basa sul fatto che ognuno può far parte di una Comunità, o costituirne una lui stesso, partendo da elementi di affinità tra i membri della Comunità Madre (sito). Una sorta del "dimmi che libri leggi, magari diventiamo amici". Ho analizzato diversi documenti e studi, ma ancora non sono convinto che questa ricerca forzata di Comunione sia una vera rivoluzione nel sistema di relazione tra le persone.

Poi ho trovato sulla Rete (grazie di esistere!) una recensione su un libro* del 1976 in cui i due autori, Deleuze e Guattari, ci spiegano come esistano tre tipi di libri:

a) il libro-radice, classico, occidentale, che procede per dicotomie (capitoli, sottocapitoli, paragrafi. sottoparagrafi, etc.) secondo un modello arborescente, che ha nel fusto centrale la sua unità originaria;

b) il libro basato sul sistema-radicella, o radice fascicolata, legato in particolare all'età moderna, nel quale la radice principale - il tronco - tende dissolversi, anche se la sua ombra continua in qualche modo ad essere percepita attraverso le sue diramazioni;

 c) il libro-rizoma, che - come il tubero dagli steli per lo più sotterranei da cui prende il nome - è descrivibile attraverso alcuni princìpi.1) e 2) Principi di connessione e di eterogeneità, secondo i quali qualsiasi punto del rizoma può e deve essere connesso a qualsiasi altro punto. 3) Principio di molteplicità, secondo cui solo il rizoma può scindere ogni contatto con l'unità centrale e trattare il molteplice come sostantivo - ovvero molteplicità. 4) Principio di rottura asignificante, per il quale il rizoma può essere spezzato in ogni dove, senza creare per questo dei punti significanti o delle demarcazioni strutturali; il rizoma, infatti, procede grazie a una trama di linee eteroclite che continuano a rinviare le une alle altre.

In sostanza, ho imparato un nuovo concetto: il Rizoma. E mi sembra che sia in sintesi il modello applicato oggi dal Social Networking. Insomma, non inventiamo nulla.

*Rizoma, Gilles Deleuze e Félix Guattari, con prefazione di J. Risset, Rizoma, Pratiche, Parma - Lucca 1977.

postato da: baltasar alle ore 12:41 | link | commenti (2)
categorie: digitale
lunedì, 19 giugno 2006

Ho visto un Re

Ha visto un Re!
Ah, beh; si`, beh.
Un Re che piangeva seduto sulla sella
piangeva tante lacrime, ma tante che
bagnava anche il cavallo!
Povero Re!
E povero anche il cavallo!

Non riesco proprio a pensare a ciò che rappresenta e significa la definizione "Re". Un super uomo, prossimo al divino a cui tutti gli uomini si devono genuflettere e porre reverenza in quanto uomo-Dio superiore a tutti gli uomini. Qualche millennio di storia di Re, tagliatori di teste e dalle teste tagliate. Ancora oggi c'è una signora in UK a cui non si può stringere la mano senza che lei indossi i guanti, con migliaia di sudditti condinscendenti. Idioti. Comunque il nostro Re "mancato" è il migliore. Ne combina di tutti i colori e di divino e superiore proprio non ha niente. Insomma è un coglione come lo sono tutti gli uomini, ogni tanto nella vita. Ma certamente più coglioni sono quegli uomini che ancora oggi ostentano gagliardetti e stemmi monarchici in onore di Vittorio e di Filiberto. Servi della gleba fino al midollo spinale.

postato da: baltasar alle ore 08:08 | link | commenti (3)
categorie: quinto stato
mercoledì, 07 giugno 2006

Cindia

Sono tre miliardi e mezzo. Sono piu' giovani di noi, lavorano piu' di noi, studiano piu' di noi. Hanno schiere di premi Nobel per la scienza. Ma guadagnano stipendi con uno zero in meno dei nostri. Hanno arsenali nucleari, ma anche eserciti di poveri.

L'impero di Cindia (Cina e India) è un libro di Federico Rampini, inviato di Repubblica con una serie di attente osservazioni delle forze in gioco sul nostro pianeta.

Un consiglio? Imparate due parole di cinese semplificato, il necessario, frasi di prima urgenza, tipo:

"Scusi ha un lavoro per me?"

postato da: baltasar alle ore 16:11 | link | commenti (3)
categorie: pensieri
giovedì, 01 giugno 2006

Una domanda

Se non ci fosse la Morte, esisterebbero le Religioni ?

postato da: baltasar alle ore 15:48 | link | commenti (5)
categorie: pensieri