Baltasar

Voci di strada, rumori di gente.

Chi sono

Blogger: baltasar
Chi vorrei essere....

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 29 settembre 2006

«C'è una rivoluzione che dobbiamo fare se vogliamo sottrarci all'angoscia, ai conflitti e alle frustrazioni in cui siamo afferrati.
Questa rivoluzione deve cominciare non con le teorie e le ideologie, ma con una radicale trasformazione della nostra mente»
(J. Krishnamurti, Di fronte alla vita)
postato da: baltasar alle ore 17:37 | link | commenti (1)
categorie: pensieri
martedì, 26 settembre 2006

Siamo un popolo di navigatori tristi

Un test interessante: usate Google per cercare la frase "io sono felice" e osservate il numero dei risultati. Poi riprovate con "io non sono felice" e troverete che il risultato delle ricerche di quest'ultima frase è il doppio della prima.

Siamo tutti così tristi?

Provate anche con Google Fight

postato da: baltasar alle ore 12:33 | link | commenti (1)
categorie: pensieri
lunedì, 25 settembre 2006

Lasciamo finire la sua non-vita

Un brivido mi scuote a leggere la storia di Piergiorgio Welby, l'uomo che qualche giorno fa ha implorato il Presidente della Repubblica di lasciarlo morire. Non ne può più, Piergiorgio, di vivere in un corpo che non reagisce più a nulla. Il solo pensiero mi terrorizza. Non la morte, ma la prigionia in un corpo morto.

Lasciamolo morire, se è questo che vuole. Ma come si permettono tutti quei politici, preti e disgraziati a condannare un uomo a questa terribile agonia. Io non posso che augurare a tutti coloro che ancora oggi non riconoscono la libertà di uomo di decidere per la propria vita e morte, non posso augurare che il peggio, cioè la stessa sorte toccata al povero Piergiorgio.

postato da: baltasar alle ore 17:13 | link | commenti
categorie: senza parole

Per cortesia, state zitti se non riuscite a essere gentili.

Non capisco cosa giri nella testa di alcune persone. Vi capita mai di incontrare qualcuno, amico, parente, collega che appena vi vede dice: ma come sei dimagrito, ti vedo sciupato, stai perdendo i capelli, oh come sei ingrassato, e via così.
Ma possibile che non riusciate a stare zitti. Siamo una generazione di ipocondriaci e basta poco a terrorizzarci e mandarci a prenotare tutta la serie di esami del sangue e di altri liquidi.
Vorrei che la gente aprisse bocca solo per dirti cose carine, non dico complimenti, ma almeno frasi tipo: ciao, ti trovo bene oggi.
Se non riuscite ad essere gentili, per favore state zitti.
postato da: baltasar alle ore 10:59 | link | commenti (2)
categorie: senza parole
venerdì, 22 settembre 2006

Amicizia

Ci sono giorni che sento un forte bisogno di un amico con cui parlare. Ho tanti amici, ma pochi con cui condividere i miei pensieri. E spesso mi domando: ma quanti veri amici ho? Ma la vera domanda è: quanti sono gli amici per cui, se fosse necessario, io farei l'impossibile?

E allora mi rendo conto che sono io il primo a dover dare qualcosa ai miei amici. Magari un po' più di attenzione, o un po' di tempo. Pensiamo sempre che il mondo giri intorno a noi. E gli amici se ne vanno, dimenticati, mentre noi consumiamo i nostri giorni.

Quando perdi un amico, per sempre, ti rendi conto che potevi dargli di più. Ma ormai è troppo tardi.

postato da: baltasar alle ore 13:05 | link | commenti (3)
categorie: pensieri
giovedì, 21 settembre 2006

Social Networking: affogare nel nulla assoluto

Il social networking è la nuova "onda" da cavalcare. Non riusciamo più a stare senza un fenomeno da ammirare, emulare, invidiare. E dopo i blog, ecco il social net.
E' come il reality tv, tutti lo vogliono, tutti a iscriversi.
E' verò, dicono che centinaia di milioni di persone spendono il loro tempo su Myspace, Facebook, Bebo, Friendster, Orkut,...

Ma avete provato a navigare dentro questi ambienti? Sono "contenitori del nulla". La gente, in massa, sommerge il poco di intelligenza con fiumi di rumore e di immondizia. Il vero piacere è starne fuori.
Lasciate la massa affondare la propria nullità dentro questi ventri molli del futile. Se avete qualcosa di intelligente da scrivere, usate il Blog o meglio, scrivete una mail agli amici, o meglio ancora, alzate la cornetta e chiamateli, i vostri amici.

postato da: baltasar alle ore 09:40 | link | commenti
categorie: controcorrente
venerdì, 08 settembre 2006

Long Live and prosper

8 settembre 1966. Prima puntata di Star Trek. Gene Roddenberry dà il via alla più incredibile saga cinematografia. Star Trek, con i suoi personaggi, la tecnologia e la sua visione filosofica della pace tra i popoli (e la non ingerenza tra i popoli, dear Mr. Bush), mi ha accompagnato in tutti questi anni. Ho amato la prima serie, poi ho visto la serie Voyager con il capitano donna (Kathryn Janeway) e sono rimasto perplesso. Dopo poche puntate sono rimasto folgorato dalla nuova serie.

E che dire della geniale idea della creazione dei Borg. Metafora attuale della globalizzazione delle menti e dei comportamenti. La mente dei Borg è collegata da una struttura collettiva chiamata alveare o collettività. I pensieri di uno sono i pensieri di tutti, ognuno possiede i pensieri e i ricordi della collettività. La finalità dei Borg è per loro stessa ammissione il loro miglioramento e perfezionamento. I Borg intendono raggiungere questa finalità attraverso l'assimilazione forzata di altre razze al fine di comprendere le loro peculiarità biologiche e tecnologiche per poterle integrare nella loro società.

Qualche anno fa ho incontrato in un ristorante di New York William Shatner, il mitico capitano James Tiberius Kirk. Strano davvero stringergli la mano.

postato da: baltasar alle ore 16:53 | link | commenti (4)
categorie: pensieri
giovedì, 07 settembre 2006

Per la serie...le parole sono importanti

Evacuare
"Evacuare": rendere vuoto un luogo: una scuola, un palazzo pericolante, uno stadio dopo una partita. Si sottintende "dalle persone" immagino. Eppure è sempre più comune un uso improprio da parte dei mezzi di informazione di questo verbo; non si rendono più vuoti i luoghi, ma le persone. "Sono state fatte evacuare 10, 100, 1000, 10.000 persone", "l'intera popolazione è stata fatta evacuare". Mi viene in mente, con qualche brivido, una scena apocalittica nella quale migliaia di persone affollano un'enorme latrina per evacuare. Ma forse il senso è proprio un altro. L'uso indiscriminato di termini e espressioni sbagliate sta effettivamente evacuando milioni di persone.

(da repubblica.it - Lessico e Nuvole)
postato da: baltasar alle ore 13:38 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 06 settembre 2006

Il Gatto (Charles Baudlaire)

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
trattieni le unghie della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati
di metallo e d'agata.
Quando le dita indugiano ad accarezzare
la tua testa e il dorso elastico
e la mano s'inebria del piacere di palpare
il tuo corpo elettrico,
vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
e, dai piedi fino alla testa,
un'aria sottile, un minaccioso profumo
circolano attorno al suo corpo bruno.

postato da: baltasar alle ore 16:04 | link | commenti
categorie: poesia
martedì, 05 settembre 2006

Lo Show non si è mai fermato

Sono passati 15 anni da quando non è più con noi ma Freddie rimane più che mai vivo nei miei ricordi e nelle mie compilation. Non posso dimenticare le sue canzoni e i suoi videoclip vestito da casalinga frustrata, con i baffi.
Sul palco come nella vita Freddie era uno straordinario interprete, pieno di drammatiche gestualità, un vero animale da palcoscenico. E' stato uno dei pochi performer in grado realmente di illuminare uno stadio con la sua sola presenza e catturare l'attenzione di migliaia di spettatori con un solo gesto.
Oggi è l'anniversario della morte di Frederick (Farrokh) Bulsara e tutto il mondo lo festeggia. Tranne il suo paese di origine:
Zanzibar.
postato da: baltasar alle ore 13:10 | link | commenti
categorie: pensieri
lunedì, 04 settembre 2006

Io vivo con un gatto

Vivere con un gatto ti insegna che non puoi dire di "essere il padrone di un gatto" come succede con i cani. I gatti non hanno un padrone. I gatti hanno uno staff: uno che li coccola, uno che gli pulisce la cassetta, uno che li spazzola, che che li alimenta. Può essere anche una sola persona a occuparsi di un gatto. Ma difficile dire chi è padrone di chi

postato da: baltasar alle ore 08:32 | link | commenti (1)
categorie: pensieri