Siamo un popolo di navigatori tristi
Un test interessante: usate Google per cercare la frase "io sono felice" e osservate il numero dei risultati. Poi riprovate con "io non sono felice" e troverete che il risultato delle ricerche di quest'ultima frase è il doppio della prima.
Siamo tutti così tristi?
Provate anche con Google Fight
Lasciamo finire la sua non-vita
Un brivido mi scuote a leggere la storia di Piergiorgio Welby, l'uomo che qualche giorno fa ha implorato il Presidente della Repubblica di lasciarlo morire. Non ne può più, Piergiorgio, di vivere in un corpo che non reagisce più a nulla. Il solo pensiero mi terrorizza. Non la morte, ma la prigionia in un corpo morto.
Lasciamolo morire, se è questo che vuole. Ma come si permettono tutti quei politici, preti e disgraziati a condannare un uomo a questa terribile agonia. Io non posso che augurare a tutti coloro che ancora oggi non riconoscono la libertà di uomo di decidere per la propria vita e morte, non posso augurare che il peggio, cioè la stessa sorte toccata al povero Piergiorgio.
Amicizia
Ci sono giorni che sento un forte bisogno di un amico con cui parlare. Ho tanti amici, ma pochi con cui condividere i miei pensieri. E spesso mi domando: ma quanti veri amici ho? Ma la vera domanda è: quanti sono gli amici per cui, se fosse necessario, io farei l'impossibile?
E allora mi rendo conto che sono io il primo a dover dare qualcosa ai miei amici. Magari un po' più di attenzione, o un po' di tempo. Pensiamo sempre che il mondo giri intorno a noi. E gli amici se ne vanno, dimenticati, mentre noi consumiamo i nostri giorni.
Quando perdi un amico, per sempre, ti rendi conto che potevi dargli di più. Ma ormai è troppo tardi.
Social Networking: affogare nel nulla assoluto
Il social networking è la nuova "onda" da cavalcare. Non riusciamo più a stare senza un fenomeno da ammirare, emulare, invidiare. E dopo i blog, ecco il social net.
E' come il reality tv, tutti lo vogliono, tutti a iscriversi.
E' verò, dicono che centinaia di milioni di persone spendono il loro tempo su Myspace, Facebook, Bebo, Friendster, Orkut,...
Ma avete provato a navigare dentro questi ambienti? Sono "contenitori del nulla". La gente, in massa, sommerge il poco di intelligenza con fiumi di rumore e di immondizia. Il vero piacere è starne fuori. Lasciate la massa affondare la propria nullità dentro questi ventri molli del futile. Se avete qualcosa di intelligente da scrivere, usate il Blog o meglio, scrivete una mail agli amici, o meglio ancora, alzate la cornetta e chiamateli, i vostri amici.
Long Live and prosper
8 settembre 1966. Prima puntata di Star Trek. Gene Roddenberry dà il via alla più incredibile saga cinematografia. Star Trek, con i suoi personaggi, la tecnologia e la sua visione filosofica della pace tra i popoli (e la non ingerenza tra i popoli, dear Mr. Bush), mi ha accompagnato in tutti questi anni. Ho amato la prima serie, poi ho visto la serie Voyager con il capitano donna (Kathryn Janeway) e sono rimasto perplesso. Dopo poche puntate sono rimasto folgorato dalla nuova serie.
E che dire della geniale idea della creazione dei Borg. Metafora attuale della globalizzazione delle menti e dei comportamenti. La mente dei Borg è collegata da una struttura collettiva chiamata alveare o collettività. I pensieri di uno sono i pensieri di tutti, ognuno possiede i pensieri e i ricordi della collettività. La finalità dei Borg è per loro stessa ammissione il loro miglioramento e perfezionamento. I Borg intendono raggiungere questa finalità attraverso l'assimilazione forzata di altre razze al fine di comprendere le loro peculiarità biologiche e tecnologiche per poterle integrare nella loro società.
Qualche anno fa ho incontrato in un ristorante di New York William Shatner, il mitico capitano James Tiberius Kirk. Strano davvero stringergli la mano.
Il Gatto (Charles Baudlaire)
Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
trattieni le unghie della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati
di metallo e d'agata.
Quando le dita indugiano ad accarezzare
la tua testa e il dorso elastico
e la mano s'inebria del piacere di palpare
il tuo corpo elettrico,
vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
e, dai piedi fino alla testa,
un'aria sottile, un minaccioso profumo
circolano attorno al suo corpo bruno.
Io vivo con un gatto
Vivere con un gatto ti insegna che non puoi dire di "essere il padrone di un gatto" come succede con i cani. I gatti non hanno un padrone. I gatti hanno uno staff: uno che li coccola, uno che gli pulisce la cassetta, uno che li spazzola, che che li alimenta. Può essere anche una sola persona a occuparsi di un gatto. Ma difficile dire chi è padrone di chi