Movimento di liberazione dei Babbi Natale da terrazzo
Dopo il movimento per la liberazione dei nanetti che popolano i giardini delle villette, adesso è il turno dei Babbi Natale appesi alle finestre. Nei giorni scorsi i «liberatori» sono entrati in diverse proprietà del paese di Terno d'Isola, hanno rubato quindici dei diffusissimi pupazzi vestiti di rosso che simulano la scalata e finestre e balconi, per poi «liberarli» in un parco in periferia.
Hanno tutta la mia solidarietà e complicità
Un buon libro
Ogni tanto si incontra sulla propria strada un buon libro. E mi viene subito voglia di suggerirne la lettura ai miei amici. Il segreto del viandante, di Marcello Veneziani è stata una piacevole lettura, un viaggio riflessivo. Lo consiglio. Ecco alcuni brani....
...Viaggiando per mare si scorgono due tipi umani. Ci sono i viaggiatori di prua che amano guardare la nave che fende la verginità dell'ignoto, avanzano in cerca di futuro e si eccitano al vento che narra sul loro volto degli invisibili approdi venturi. E ci sono i viaggiatori di poppa, che amano invece vedere il tempo trascorso che disegna gorgoglii di schiuma, che via via si compongono fino a essere inghiottiti nel maestoso oblio del mare.
…Detesto prestare libri o addirittura cederli, mi sembra di donare sperma alla banca del seme; mi preoccupa la loro ignota destinazione e l'utero mentale che li accoglierà e poi li metterà al mondo.
…Ho adottato un criterio inflessibile per la loro collocazione: ad inferos ci sono i libri malvagi. C'è ad esempio tutta la collezione dei libri che riguardano i cattivi maestri, le filosofie maledette, i saperi fuorvianti, le pericolose utopie che hanno insanguinato la storia. Nei piani di mezzo, ad altezza d'uomo, ci sono i libri più cari e più benemeriti, e i più consultati. Vicini ai punti di luce i libri metafisici, all'altezza della mia scrivania gli autori più cari, padri e fratelli in spirito. Più in alto, ad altezza di carezza in punta di piedi, i libri che meritano affetto più che lettura, per ragioni di famiglia, di vetustà o d'autore. Nei piani più alti, estremi, ci sono i libri leggeri, più vacui e meno essenziali, come evaporati per loro scarsa sostanza.
…Cos'è questo rifugio assoluto nella lettura, questa impellenza di annegare la vita nella sua spiegazione?
…C'è una barbarie soffusa che passa inosservata e fatale ma che rileva il livello feroce di disumanità dei nostri anni pur così dolci e imbevuti di filantropia. E' la barbarie che si accanisce contro la vecchiaia, considerata un'intrusione e un'infrazione ai codici di vita del nostro tempo. Facile preda di scippi, raggiri, rapine, inerme pedone dalle gambe e le mani fragili, il vecchio è la vittima docile e più vulnerabile di vili e canaglie. Ma la barbarie soffusa non riguarda la delinquenza, piuttosto l'umanità restante che non perdona al vecchio la sua persistenza....Il vecchio poi non produce, è un ramo secco, dunque è un peccato contro il dogma produttivo dell'era mercantile.
...Il vecchio non esalta la vita. il corpo, la salute, il sesso, ma la loro disfatta, e dunque rappresenta la nuova oscenità rispetto alle virtù gaudenti della bio-società.
…Una volta, notava Stefan Zweig, i giovani si travestivano da vecchi per farsi autorevoli; oggi accade il contrario perché il giovanilismo è l'unico passaporto falso per varcare la dogana dell'accettabilità sociale.
…Nel segno del ritorno la vita assume sferica compiutezza; non è la lunghezza a realizzarla né la fuga in avanti; ci possono essere vite prolisse e incompiute e altre più brevi, ma armoniosamente conchiuse. Ci possono essere vite sovrabbondanti e desertiche e altre più semplici e perfette.
...la vita come gravidanza di morte