L'altro 11 settembre
11 settembre 1973
Le forze armate dichiarano illegittimo il governo di Salvator Allende e decidono di prendere il potere. Il Presidente rifiuta la proposta di salvacondotto offerta dai militari e si rifugia con i suoi fedelissimi all'interno della Moneda. I golpisti prima presidiano con i carroarmati le strade e circondano il palazzo presidenziale tentando di stanare i rifugiato, poi lo stesso palazzo viene bombardato dagli aerei militari.
Muore il sogno cileno di una trasformazione senza violenza verso il socialismo. Il paese è in mano alle forze armate, governato da una giunta militare con a capo Augusto Pinochet, che darà vita ad una delle più feroci dittature nella storia del secolo scorso.
"Fate tutto il necessario per danneggiarlo e farlo cadere", parole di Richard Nixon al segretario di stato Henry Kissinger....."Quel figlio di puttana va schiacciato con qualsiasi mezzo..."
Parole della più grande democrazia ed esportatore di democrazia del mondo.
Memento
Il 9 ottobre era l'anniversario della morte di Ernesto Che Guevara. Un piccolo dono per non dimenticare un uomo eccezionale.
I primi passi di Evo Morales per la Bolivia
I fondi provenienti dalla nazionalizzazione degli idrocarburi in Bolivia, verranno investiti per combattere fame, povertà e il problema dei senzatetto. E’ l’annuncio del Presidente della Bolivia Evo Morales, che intende destinare 5,5 miliardi di euro da oggi al 2010, per una maggiore offerta di servizi pubblici, garantire i pasti nelle mense scolastiche, e un maggiore accesso all'acqua potabile. "La Bolivia smantellerà le politiche neoliberali degli ultimi decenni, allo scopo di costruire uno stato sociale in cui si possa vivere bene", ha detto il ministro dello sviluppo Carlos Villegas. (fonte: Peacereporter)
Terre agli indigeni
La magistratura della provincia di Jujuy (Argentina) ha ordinato all’amministrazione locale di restituire entro 15 mesi ai legittimi proprietari i terreni espropriati illegalmente alle comunità native di Quebrada, Puna e Rama. Il verdetto è basato sulla Convenzione 169 dell’Organizzazione mondiale del lavoro secondo cui gli Stati devono sempre consultare i popoli nativi sulla gestione delle risorse naturali presenti nei loro territori tradizionali. “È il primo pronunciamento ufficiale a livello giudiziario che riconosce pienamente gli autoctoni come soggetti di diritto collettivo e attori fondamentali delle politiche statali orientate alla tutela dei loro diritti” hanno sottolineato i giudici. (fonte: Misna)
Bolivia: indigeni e campesinos riavranno le loro terre
Il governo boliviano ha reso noto che provvederà a ridistribuire tra gli 11 e i 14 milioni di ettari di terra in favore di gruppi indigeni e campesinos.
Le terre che verranno confiscate e rassegnate, costituiscono il 10 per cento della superficie coltivabile totale del Paese. Hugo Salvatierra, ministro dello Sviluppo contadino e dell'Ambiente boliviano, ha garantito che "il provvedimento non sarà volto a colpire direttamente i coltivatori stranieri". (fonte: Peacereporter)
Il ministro degli esteri boliviano, David Choquehuanca, ha affermato che il governo di Evo Morales conta di "recuperare tutte le risorse naturali, non solo il petrolio". Parlando ad una conferenza stampa a Madrid, Choquehuanca ha assicurato che le autorità di La Paz, che hanno recentemente nazionalizzato gli idrocarburi, vogliono porre fine al "saccheggio sistematico delle nostre risorse naturali che durava da 500 anni".
Grazie Evo.
Ecuador: governo ordina uso della forza per frenare proteste indigene
Stretto nella morsa delle proteste dei settori sociali che minacciano la sua già fragile stabilità, il governo di Quito ha deciso “l’uso della forza per contenere la violenza e preservare l’ordine e la pace sociale”: lo ha detto il ministro della Difesa, Oswaldo Jarrín, precisando che le misure di sicurezza saranno rafforzate soprattutto nelle 10 delle 22 province del paese paralizzate da manifestazioni e blocchi stradali. L’annuncio del ministro è stato seguito dall’atteso discorso del presidente Alfredo Palacio alla nazione. “È ripresa la criminale demolizione delle nostre istituzioni fondamentali” ha esordito il capo dello Stato ‘ad interim’, subentrato appena 11 mesi fa a Lucio Gutiérrez, destituito dopo massicce proteste di piazza. Palacio ha ribadito la volontà di firmare il Trattato di libero commercio (Tlc) con gli Usa – uno dei principali ‘nodi della discordia’ osteggiato dai movimenti indigeni – accusando i suoi oppositori “di promuovere un conflitto interno senza soluzione che frammenta gravemente la nostra nazione”. Il presidente ha liquidato il malcontento scatenato dal Tlc e dalla permanenza nel paese dell'impresa petrolifera statunitense ‘Oxy’ come “meri pretesti politici” per “fomentare il caos”. Anche il presidente del Parlamento Wilfrido Lucero, che nei mesi scorsi ha ingaggiato un duro braccio di ferro con l’esecutivo contro la volontà di Palacio di promuovere riforme costituzionali prima delle elezioni del prossimo autunno, ha ammesso che “il paese è in una situazione molto critica, si avvia verso l’anarchia e probabilmente verso la dissoluzione”.
Dalla Confederazione delle nazionalità indigene (Conaie), protagonista negli ultimi anni delle mobilitazioni più radicali contro la politica economica ed estera del governo, è giunta la conferma che “le manifestazioni continueranno fino a quando non verranno interrotti i negoziati sul Tlc”. Luis Macas, presidente della Conaie, ha ribadito che “il movimento non intende chiudere il dialogo” asserendo tuttavia che “è Palacio a non volere discutere con la popolazione e se si manterrà su questa posizione può anche tornarsene a casa”.
Un prezioso capitale umano al servizio dell'umanità
"Cuba possiede un prezioso capitale umano disposto a servire il mondo ed è questa la nostra principale ricchezza; non abbiamo niente da esibire che non sia questa fortuna e la nostra volontà e desiderio di cooperare con i più necessitati".
Fidel Castro Ruz in chiusura del IX Seminario Internazionale dell’Assistenza Sanitaria.
Cuba dispone di più di 70.000 medici, 60.000 dei quali specialisti. Di questi, 25.000 compiono missioni umanitarie nel mondo.
Ratzinger, giù le mani da Cuba
ieri Ratzinger ha iniziato la sua "opera" di evangelizzazione di Cuba. In realtà è senza dubbio in crisi perchè, a differenza del suo predecessore, non ha muri comunisti da abbattere (solo macerie da raccogliere). E quindi la grande idea è: iniziamo l'opera di annientamento dell'ultimo paese del Socialismo Reale ancora in piedi (la Cina è un paese comunista, ma dal più grande mercato capitalista presente e futuro, quindi non si tocca).
Speriamo che il sig. W. Bush non sia in ascolto, o presto dirotterà le sue attenzioni verso Cuba. C'è sempre un paese in cui esportare la democrazia. Vero?
Giornalismo avvoltoio
Oggi su Repubblica e sul Corriere sono state pubblicate le foto (inedite) del corpo straziato di Ernesto Guevara, assassinato e martoriato, in catene, il corpo senza vita, gli occhi socchiusi, il volto tumefatto, il sangue dappertutto. Senso alcune rispetto per l'uomo, queste immagini sono inutili e non aggiungono nulla al poco che si conosce su quell'operazione di eliminazione su ordinazione. Non si sa (ufficialmente) nulla sulla collaborazione tra esercito boliviano e la Cia, o con qualche uomo di Castro o perché no con qualche uomo del KGB. Comunque sia, hanno ucciso un uomo che credeva fortemente in valori come la libertà e l'autodeterminazione dei Popoli, il diritto alla terra per chi la terra la lavora, il dovere del lavoro come rispetto dell'individuo verso la comunità.
Hasta siempre Comandante
Bolivia, eletto Evo Morales. Primo indio a diventare presidente di un paese dell'America Latina.
Ecco i primi punti di lavoro di Evo Morales per trasformare la Bolivia:
1. Nazionalizzare gli idrocarburi: gas e petrolio sono dei boliviani e non delle multinazionali. Lo Stato deve avere il controllo totale e la direzione di tutta la catena produttiva.
2. La decentrazione politica, le autonomie regionali con solidarietà e reciprocità ed il rinvigorimento dell'unità nazionale.
3. Lotta contro la corruzione. Il MAS (movimento al socialismo) farà la confisca dei beni mal avuti e stabilirà pene fino a 20 anni di carcere ai corrotti.
4. Eliminazione dei latifondi e del possesso speculativo delle terre. Distribuzione di appezzamenti di terre ai contadini, ai popoli indigeni e ai piccoli proprietari.
5. Dare sicurezza giuridica a coloro che lavorano la terra e concedere finanziamenti ai produttori agricoli.
6. In ambito amministrativo, approvare una legge di austerità che riduca le spese eccessive, ridurre il personale in eccesso ed eliminare i fondi statali segreti. Creare una nuova scala salariale che fissi limiti ragionevoli agli stipendi degli alti funzionari.
7. Garantire la sovranità alimentare e proteggere il produttore nazionale di fronte alla competività esterna.
Rispetto per la sovranità del Venezuela
Prestigiose personalità internazionali, tra le quali spiccano quella di Adolfo Pérez Esquivel, José Saramago, Nadine Gordimer, Salim Lamrani e Noam Chomsky, hanno denunciato l’ingerenza degli Stati Uniti in Venezuela ed hanno chiesto che la sovranità del paese sudamericano venga rispettata. Sostengono che esistono seri sospetti, nei confronti del Governo nordamericano, per quanto riguarda la sua partecipazione al recente tentativo dell’opposizione di boicottare le elezioni parlamentari.
Hugo Chávez ha messo nelle condizioni 2 milioni di bambini di imparare a leggere e a scrivere, usando la ricchezza naturale più importante a sua disposizione: il petrolio.
Arriva la Coca buona
Coca-Sek, bollicine naturali contro la cola industriale
Ha il colore del cedro, un gusto fra la limonata e il crodino, e l'aroma fresco di the speziato. E' la bevanda prodotta dagli indigeni colombiani Nasa, una miscela di erbe che "crea una simbiosi tra i diversi mondi, senza zucchero aggiunto, tutta naturale, frutto della terra e della sapienza indigena". E il mercato - per ora quello colombiano - delle multinazionali della cola traballa.
Il Brasile di Lula
Le ricette contro la povertà di Luiz Inácio da Silva, detto Lula, sono mirate ad azzerare la fame e migliorare il livello di alfabetizzazione. Per questo è stato inaugurato il progetto "Fome Zero". Si tratta di un programma strategico per combattere la fame e le sue cause strutturali, che generano esclusione sociale, allo scopo di garantire la sicurezza alimentare del popolo brasiliano attraverso un insieme di politiche strutturali, specifiche e locali. Fome Zero non è un programma assistenzialista, ma di inclusione sociale, che vuole accompagnare le famiglie beneficiarie in un percorso dall’esclusione all’inclusione, dalla povertà alla generazione di reddito, dalla dipendenza alla cittadinanza.
Subito dopo l'insediamento del presidente, i ministri del Partito dei Lavoratori (Pt) hanno fissato le priorità di governo, rimandando commesse militari ed edilizie per dirottare i fondi sull'emergenza alimentare. La riforma del codice civile ha riconosciuto la proprietà della casa agli abitanti delle favelas e quella degli appezzamenti dove lavorano i contadini senza terra. Per far fronte alla drammatica situazione economica, Lula ha creato una commissione di industriali e imprenditori brasiliani, che ha raggiunto il primo obiettivo di abbassare l'inflazione.
La situazione del Paese è comunque critica: un rapporto di Amnesty International paragona i livelli di violenza a quelli delle zone di guerra. Il governo brasiliano finora è stato molto attivo anche sul piano internazionale, proponendo la creazione di un fondo mondiale per combattere l'emergenza alimentare, incontrando rappresentanti del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), e della Banca Mondiale, il presidente statunitense George Bush e tutti i leader europei, e partecipando agli appuntamenti del movimento no global. Lula inoltre ha dato grande impulso allo sviluppo delle relazioni tra i Paesi sudamericani, instaurando ottime relazioni con quasi tutti i leader continentali e sostenendo il progetto Mercosur, un mercato comune latinoamericano non subordinato agli interessi commerciali statunitensi (contrariamente al progetto Alca sostenuto da Washington).
Il pensiero di Evo Morales
“Voglio essere Presidente per dare il potere al popolo boliviano, per mettere fine all’analfabetismo, per nazionalizzare tutte le risorse naturali, per cambiare la nostra Bolivia e per rifondarla nell’Assemblea Costituente”.
Morales ha segnalato durante la cerimonia di presentazione della sua candidatura presidenziale che gli impegni fondamentali della sua amministrazione saranno quelli di cambiare il sistema politico, garantire la convocazione dell’Assemblea Costituente e nazionalizzare gli idrocarburi.
Il suo piano di Governo prevede inoltre la subordinazione delle compagnie petrolifere allo Stato e l’eliminazione del modello economico neoliberista.
L' America Latina può salvare l' Umanità
CARACAS. – Il dottor Armando Hart Dávalos, direttore dell’Ufficio del Programma Martiano, ha sostenuto nella capitale venezuelana che dal futuro dell’America Latina dipende quello del mondo. Il famoso rivoluzionario cubano ha affermato che “siamo noi latinoamericani e caraibici coloro che possono salvare l’umanità”.
Hasta siempre Hugo Chavez
L'uomo di Caracas è molto contestato dall'occidente, che vede in lui un pericoloso populista con tendenze autoritarie. La verità è che questo militare singolare si è creato un'enorme popolarità facendo ciò che nessuno ha fatto prima di lui: usare il denaro ricavato dal petrolio per far imparare ai suoi concittadini a leggere e scrivere, per sfamarli, per curarli.
Una novità assoluta: di solito nei paesi in via di sviluppo i redditi prodotti dall'oro nero finiscono su conti cifrati a Ginevra.
(Serge Enderlin - Internazionale, capo degli esteri al quotidiano svizzero Le Temps.)
Cristo e il Che
La libertà e l'autodeterminazione dei Popoli, il diritto alla terra per chi la terra la lavora, il dovere del lavoro come rispetto dell'individuo verso la comunità....
Ama il tuo prossimo come te stesso, non fare al prossimo quello che non vuoi sia fatto a te, dividi il pane con chi il pane non ha....
Ci sono state due persone, negli ultimi 2000 anni, che hanno professato questi pensieri e questi valori. Entrambi sono morti uccisi, giovani e senza pietà.
Vivo seguendo i loro insegnamenti.
Gesù o Guevara. Chi è il vero rivoluzionario?

Morte di un Rivoluzionario
Il 9 ottobre 1967, Ernesto Guevara viene assassinato a sangue freddo per mano di un commando delle forze governative boliviane e per ordine della CIA (con complicità ancora oscure).
Per chi vuole conoscere l'uomo e comprenderne il pensiero, suggerisco di leggere: "Senza perdere la tenerezza" di Paco Ignacio Taibo II (edito da Il Saggiatore).
L'altro 11 settembre
11 settembre 1973
Le forze armate dichiarano illegittimo il governo di Salvator Allende e decidono di prendere il potere. Il Presidente rifiuta la proposta di salvacondotto offerta dai militari e si rifugia con i suoi fedelissimi all'interno della Moneda. I golpisti prima presidiano con i carroarmati le strade e circondano il palazzo presidenziale tentando di stanare i rifugiato, poi lo stesso palazzo viene bombardato dagli aerei militari.
Muore il sogno cileno di una trasformazione senza violenza verso il socialismo. Il paese è in mano alle forze armate, governato da una giunta militare con a capo Augusto Pinochet, che darà vita ad una delle più feroci dittature nella storia del secolo scorso.
"Fate tutto il necessario per danneggiarlo e farlo cadere", parole di Richard Nixon al segretario di stato Henry Kissinger....."Quel figlio di puttana va schiacciato con qualsiasi mezzo..."
Parole della più grande democrazia ed esportatore di democrazia del mondo.