Autodeterminazione dei Popoli
Leggo dal blog di Alexandra una bella notizia che voglio condividere:
L'ASSEMBLEA ONU RICONOSCE I DIRITTI DEI POPOLI INDIGENI
Storica decisione il 13 settembre all'Assemblea delle Nazioni Unite, che ha riconosciuto ai popoli indigeni del mondo, dopo oltre vent'anni di negoziati, il diritto all'autodeterminazione e al controllo delle loro terre e risorse. 143 i Paesi favorevoli alla risoluzione sui 192 membri dell'Assemblea e solo quattro voti contrari, da parte di Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Ora non rimane che impegnarsi per l'effettiva attuazione della Dichiarazione: sono oltre 370 milioni, infatti, gli indigeni che vedono minacciata la propria esistenza dall'opera di industrie minerarie ed estrattive, privatizzazioni, contaminazioni tossiche, spesso dovute a scelte politiche ed economiche dei Paesi occidentali.
http://www.ipsnotizie.it/nota.php?idnews=1004
Interessante notare i 4 paesi che hanno votato contro. Forse hanno la coscienza sporca o forse non hanno proprio la coscienza.
Bentornata Regina dei fiumi
La lontra torna a vivere nei fiumi abruzzesi.Movimento di liberazione dei Babbi Natale da terrazzo
Dopo il movimento per la liberazione dei nanetti che popolano i giardini delle villette, adesso è il turno dei Babbi Natale appesi alle finestre. Nei giorni scorsi i «liberatori» sono entrati in diverse proprietà del paese di Terno d'Isola, hanno rubato quindici dei diffusissimi pupazzi vestiti di rosso che simulano la scalata e finestre e balconi, per poi «liberarli» in un parco in periferia.
Hanno tutta la mia solidarietà e complicità
Terre agli indigeni
La magistratura della provincia di Jujuy (Argentina) ha ordinato all’amministrazione locale di restituire entro 15 mesi ai legittimi proprietari i terreni espropriati illegalmente alle comunità native di Quebrada, Puna e Rama. Il verdetto è basato sulla Convenzione 169 dell’Organizzazione mondiale del lavoro secondo cui gli Stati devono sempre consultare i popoli nativi sulla gestione delle risorse naturali presenti nei loro territori tradizionali. “È il primo pronunciamento ufficiale a livello giudiziario che riconosce pienamente gli autoctoni come soggetti di diritto collettivo e attori fondamentali delle politiche statali orientate alla tutela dei loro diritti” hanno sottolineato i giudici. (fonte: Misna)
Bolivia: indigeni e campesinos riavranno le loro terre
Il governo boliviano ha reso noto che provvederà a ridistribuire tra gli 11 e i 14 milioni di ettari di terra in favore di gruppi indigeni e campesinos.
Le terre che verranno confiscate e rassegnate, costituiscono il 10 per cento della superficie coltivabile totale del Paese. Hugo Salvatierra, ministro dello Sviluppo contadino e dell'Ambiente boliviano, ha garantito che "il provvedimento non sarà volto a colpire direttamente i coltivatori stranieri". (fonte: Peacereporter)
Il ministro degli esteri boliviano, David Choquehuanca, ha affermato che il governo di Evo Morales conta di "recuperare tutte le risorse naturali, non solo il petrolio". Parlando ad una conferenza stampa a Madrid, Choquehuanca ha assicurato che le autorità di La Paz, che hanno recentemente nazionalizzato gli idrocarburi, vogliono porre fine al "saccheggio sistematico delle nostre risorse naturali che durava da 500 anni".
Grazie Evo.
Una Voce "Divina"
Nel pieno della mia coscienza laica, ho sempre avuto una grande ammirazione per il cardinale Martini. Ha sempre manifestato un'intelligenza superiore, mai subordinata alla rigidità dogmatica, e ha divulgato conoscenza oltre che la Fede.
Oggi, leggo la sue dichiarazioni su temi fondamentali a me cari e non sono sorpreso nello scoprire che anche in seno alla chiesa ci sono uomini così Illuminati.
Martini sottolinea "il compito formativo della Chiesa, chiamata a formare le coscienze. Più delle rigidità, serve soprattutto una formazione della mente e del cuore a rispettare, amare e servire la dignità della persona in ogni sua manifestazione, con la certezza che ogni essere umano è destinato a partecipare alla pienezza della vita divina, e questo può richiedere sacrifici e rinunce. Non si tratta di oscillare tra rigorismo e lassismo, ma di dare le motivazioni spirituali che inducono ad amare il prossimo come se stessi, anzi come Dio ci ha amato, e anche ad amare e rispettare il nostro corpo".
Pensate cosa sarebbe stato avere quest'Uomo Pontefice.
Lui ha preferito ritirasi a Gerusalemme, lontano dalla Santa Sede, da Ruini e da Ratzinger.
Approvati sei nuovi test senza uso di animali
Sono stati approvati dal CECMA, il Comitato Scientifico consultivo del Centro europeo, sei nuovi metodi sperimentali che consentiranno di ridurre il ricorso alla sperimentazione animale per alcuni farmaci e sostanze chimiche. Saranno infatti delle colture cellulari il banco di prova per verificare l’efficacia di alcuni farmaci antitumorali e l’eventuale presenza di alcuni batteri nei prodotti testati.
Sono 10.512.000 in Europa (2.628.000 solo in Inghilterra), 31.536.000 negli Stati Uniti, 15.768.000 in Giappone gli animali uccisi ogni anno per esperimenti scientifici, per altro spesso inutili. Alcuni esempi: la Cyclosporina, farmaco che riduce le possibilità di rigetto dopo un trapianto, è altamente pericolosa per i reni, il fegato e il sistema nervoso. Queste controindicazioni non sono presenti per i cani o i gatti. Il Tamoxifene aiuta la prevenzione di tumori al seno nelle donne, ma provoca tumori al fegato nei topi. L'aspirina che milioni di persone usano non è pericolosa per gli uomini, nonostante causi difetti nelle nascite in tutte le specie testate: topi, cani, gatti e scimmie.
In difesa delle foche
Secondo la Lav sono un milione e mezzo le foche uccise negli ultime tre anni per importarne e commercializzarne le pelli. Il Canada è uno dei paesi dove tale pratica ha preso più piede: qui è autorizzata l’uccisione di foche di appena 12 giorni di vita. L'Italia adotterà misure restrittive non solo per l'importazione dei mantelli dei cuccioli, un divieto già previsto da una direttiva Ue, ma anche per quelli di foca adulta. Inoltre si pensa di adottare una sorta di “etichetta anti barbarie” per rendere i cittadini più consapevoli di fronte a determinate tematiche. L’iniziativa produrrà i primi effetti sulle importazioni di pelli da Canada, Norvegia e Russia riducendo in maniera sensibile un giro di affari che fino a 10 anni fa era in Italia di 10 miliardi di lire all’anno.
Diritto al Cuore
Emergency sta costruendo un ospedale cardiochirurgico in Sudan. Questo ospedale darà assistenza specialistica gratuita alle popolazioni di 10 paesi dell'Africa, un’area grande tre volte l’Europa, dove i bisogni sanitari sono drammatici e le risposte scarse e inadeguate.
Il Centro si chiamerà Salam. Un luogo dove sviluppare pratiche di pace attraverso il riconoscimento dell’uguale dignità e diritti di ciascun essere umano, la condivisione dei piu’ avanzati risultati della scienza medica e la possibilita’ di incontro e collaborazione tra pazienti e personale di diversi paesi e culture. Grazie Gino.