Poesie d'amore per la Rivoluzione
Leggeva poesie d'amore Ernesto Che Guevara, nei rari momenti di solitudine mentre combatteva in Bolivia. Cade il velo sul misterioso taccuino che Ernesto aveva nello zaino quando fu catturato dall' esercito boliviano e poi ucciso il 9 ottobre del 1967.
Sessantanove poesie dei suoi poeti preferiti tra cui il cileno Pablo Neruda, il peruviano César Vallejo, lo spagnolo León Felipe e il cubano Nicolás Guillén. Passione, sentimenti, storie di vita quotidiana.
Finora nessuno era riuscito a leggere il quaderno, custodito negli archivi segreti dell' esercito boliviano. E a La Paz c' è chi sussurra che sia stato proprio l'arrivo del presidente Evo Morales, grande alleato di Castro, a permetterne la pubblicazione. Che Guevara diventò un avido lettore di poesie da adolescente, quando frequenti attacchi di asma lo costringevano a letto. «Nei momenti di abbandono o pessimismo mi consolo con un paio di versi», aveva confidato allora a un compagno di classe. È la stessa cosa che ha fatto in Bolivia, prima di essere ucciso.
Farò della mia anima
Kahlil Gibran
Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
Il Gatto (Charles Baudlaire)
Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
trattieni le unghie della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati
di metallo e d'agata.
Quando le dita indugiano ad accarezzare
la tua testa e il dorso elastico
e la mano s'inebria del piacere di palpare
il tuo corpo elettrico,
vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
e, dai piedi fino alla testa,
un'aria sottile, un minaccioso profumo
circolano attorno al suo corpo bruno.
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.
Il più bello dei mari. Nazim Hikmet